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ORGANIGRAMMA

Capo Settore

Tenente CARMINE   COLANTUONI

Vice Comandante

M.llo  FRANCESCO   GIORDANO

Istruttori di vigilanza

Brig.  SABINO   PARZIALE

Agenti:

LUIGI   OLIVA

FRANCESCO CARONIA

SABINO   PICONE

NAZARENO   POLCARO

CARMINE   D'AGOSTINO

ANGELA   LUONGO

FAUSTO   DI RITO

GIUSEPPE   IANNACCONE

Ufficio Commercio

Istruttore Direttivo

MARIA   LUCIANA   PUOPOLO

 

AVVISO

 

Pubblicato sul B.U.R.C. N. 12 del 16/02/2005 Bandi di concorso per la partecipazione a contributi regionali per piccole e medie imprese (clicca per accedere direttamente al sito della Regione Campania)


Modulistica e normativa

Cessione fabbricati...

Passo carrabile, richiesta...

Comunicazione di ospitabilita' e/o assunzione alle dipendenze di straniero o apolide

Modalita di pagamento e ricorso sanzioni al codice della strada

Modello ricorso al C.D.S.

Nuova Patente a punti (.pdf)

Giubbotto Riflettente

Uso radiotelefonia in auto

Modulistica ufficio commercio:

Esercizi di commercio al dettaglio di vicinato, comunicazione

Esercizi di commercio al dettaglio - MEDIE E GRANDI STRUTTURE DI VENDITA (domanda aut.)

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San Sebastiano Patrono dei Vigili Urbani.  

Il patronato del Corpo dei Vigili Urbani è stato attribuito a S. Sebastiano per la sua ritenuta appartenenza ad una cohortes della milizia di Roma. Il Santo, infatti, secondo quanto raccontato dalla Leggenda Aurea, "una volta trasferitosi in questa città dalla sua natale (Milano o Norbona), divenne così amato dagli imperatori Diocleziano e Massimiano, che questi gli affidarono il comando della prima coorte", cioè dei pretoriani.

S. Sebastiano, si narra, nacque a Milano da famiglia narbonese. La madre era milanese e il padre un alto funzionario romano della Gallia meridionale. Desideroso di ricevere il martirio, si trasferì" a Roma ove si arruolò nei pretoriani. Prestando servizio con fedeltà e lealtà, raggiunse alte cariche militari che gli permisero di svolgere, per molto tempo, azioni a favore dei cristiani. Li curò in carcere, attese alla sepoltura dei martiri e si dedicò, inoltre, alla diffusione della religione fra nobili e magistrati, con prodigiose conversioni. Questo aspetto della vita del Santo, diviso con la stessa onestà tra il giuramento militare prestato e la sollecitudine verso i sofferenti - o la Verità da loro professata - fu motivo per la Polizia Municipale di acquisirne il patronato. Scoperta tale attività, s. Sebastiano fu condannato: legato nudo a un palo subì il martirio saettato dai propri commilitoni, le cui frecce lo ridussero "come un riccio irsuto" e, creduto morto, il suo corpo venne abbandonato. Irene, una cristiana, accorsa nella notte per recuperare la salma, si accorse di lievi respiri e quindi curò il Santo, dopo averlo trasportato nella propria casa. Una volta guarito, invece di lasciare Roma come lo scongiuravano i compagni di fede, affrontò l’imperatore Diocleziano durante una celebrazione nel Tempio di Ercole. Dopo una prima e prevedibile sorpresa dei presenti, egli fu catturato, frustato a morte e il corpo gettato nella cloaca massima affinché si disperdesse. Lo recuperò Lucina, una matrona, alla quale il Santo era apparso in sonno indicandole il posto in cui era arenato, popolarmente si dice presso l’attuale Chiesa di S. Andrea della Valle. Gli fu data sepoltura, come lui stesso aveva richiesto alla donna, nella catacomba sulla Via Appia "accanto ai resti degli apostoli". Si festeggia il 20 gennaio